Una convenzione tra 8 dipartimenti universitari
per pubblicare il libro d'algebra del Cinquecento
Nel 1572 Rafael Bombelli diede alle stampe L’Algebra, un’opera in tre libri che raccoglieva e trattava in maniera organica il sapere algebrico sviluppato nell’Occidente Latino a partire dal secolo XIII fino ai notevoli risultati ottenuti dagli algebristi rinascimentali italiani, arricchendolo inoltre di diversi significativi contributi originali. L’Algebra inoltre cominciava a porre le basi, ancora fragili, per un nuovo e sistematico dialogo tra algebra e geometria, uno dei nodi epistemologici cruciali che contribuì di lì a poco alla nascita della matematica moderna. Inoltre, grazie alla scoperta e alla parziale traduzione dell’Aritmetica di Diofanto, che influenzò profondamente il lessico e l’intera teoria delle equazioni discussa nel terzo libro, Bombelli ritenne di poter ascrivere l’algebra al sapere greco e non a quello arabo, inserendo così anche quest’ultima disciplina – l’unica esclusa tra le matematiche - nel progetto umanistico di restituzione del sapere classico.
Nel 1923 lo storico della matematica Ettore Bortolotti trovò due manoscritti de L’Algebra:
- il ms. B1569 della Biblioteca dell’Archiginnasio di Bologna, in cinque libri (i libri quarto e quinto sono mutili)
- il ms. 595 della Biblioteca Universitaria di Bologna, che contiene il terzo libro e qualche pagina del quarto
Nel 1929 Bortolotti decise di pubblicare i soli libri quarto e quinto trasmessi dal ms. B1569, tuttavia i criteri ecdotici sono piuttosto vaghi e recenti studi, condotti essenzialmente nell’ambito di tesi di laurea, hanno messo in evidenza l’esistenza di significativi interventi editoriali.
Nel 1966 venne pubblicata, a cura di Umberto Forti, un’edizione che rappresenta a tutt’oggi l’edizione di riferimento per gli studi sulla figura e l’opera di Bombelli. Questo volume propone i primi tre libri nell’edizione a stampa del 1572 e gli ultimi due nell’edizione di Bortolotti del 1929. Al di là degli obsoleti e sfuggenti criteri ecdotici adottati, si tratta di un’operazione editoriale molto discutibile, perché lascia intendere che i libri quarto e quinto del ms. B1569 siano la naturale integrazione dei primi tre libri a stampa e che, ad eccezione del libro terzo (completamente riscritto dopo la scoperta di Diofanto), i primi due libri a stampa siano sostanzialmente identici a quelli manoscritti.
I primi studi sui manoscritti hanno documentato una situazione testuale molto diversa, che presenta svariati nodi da sciogliere e che ha fatto emergere l’improrogabile esigenza di allestire l’edizione critica dei manoscritti in modo da offrire alla comunità scientifica strumenti affidabili per interpretare o più probabilmente re-interpretare una delle più significative opere della storia dell’algebra italiana.
Questa convenzione mira a promuovere lo sviluppo di un linguaggio e di applicativi che permettano di
L'obiettivo è di giungere in tempi brevi alla prima edizione critica del testo in cui più chiaramente si vede i l passaggio dalla matematica dell'abaco a quella rinascimentale.
Sette dipartimenti universitari per leggere e comprendere un classico della matematica.
La tradizione dell'Algebra comprende la stampa dei primi tre libri del 1572 mentre due manoscritti comprendono altri due libri
Dip. di Matematica Univ. Roma Tor Vergata | . |
Dip. Lettere, Arti e Scienze Sociali Univ. Chieti. |
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Dip. di Studi Umanistici Università di Udine |
Dip. di Studi Umanistici Università di Udine |
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Dip. di Matematica Univ. Padova |
Dip. di Studi Umanistici Univ. Roma Tre |
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Bergische Universitaet Wueppertal |
Dip. di Scienze Storiche/Scuola Galileo Univ. Padova |
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Dip. di Matematica e Informatica, Università di Ferrara |
Università dell'Aquila |
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Dip. di Studi Umanistici Università di Udine |
Dipartimento di Matematica e Informatica “Ulisse Dini” dell’Università di Firenze. |
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Liceo Scientifico "G. Marconi" - Pesaro |
Dip. di Studi Umanistici Univ. Cassino |
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IIS Archimede- Rosolini (SR) |
Indipendente, già Dip. Matematica Università di Pisa |
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Philosophisch-historische Fakultät, University Bern |
Alla Biblioteca del Dipartimento di Matematica di Bologna, Veronica Gavagna e Alessandra Fiocca hanno individuato una copia manoscritta dei cinque libri dell'Algebra usata da Ettore Bortolotti per la prima edizione moderna del 1929. Vi risultano annotati con particolare attenzione i libri 4 e 5, allora solo manoscritti. Altri ritrovamenti si possono sperare dal fondo di Bortolotti, giunto alla Biblioteca del Dipartimento di Matematica per lungimirante acquisto ma finora poco utilizzato.
Grazie ad una segnalazione di Riccardo Bellè, Andrea Bocchi ha rintracciato nella Zezione di Archivio di Stato di Orvieto diversi documenti notarili che documentano la morte di Bombelli nel 1572 a Monteleone di Orvieto, un paese di crinale proprio sopra le Chiane al cui prosciugamento Bombelli lavorava al servizio del Papa. Lì Bombelli aveva sposato Armenia di Corrado avendone tre figli legittimi, Antonio, Ercole e Virginia, tutti di età inferiore ai dodici anni alla morte del padre. Essendo già morto anche suo padre Corrado, Armenia dovette affrontare questioni legali per ottenere la gestione dei beni dei figli, che comprendevano anche diversi campi documentati dal catasto del 1563.

